Tempo di lettura 10 minuti
Lo Yoga è ufficialmente riconosciuto come attività sportiva autonoma
A cura di Michela Manuppella
Lo yoga è stato ufficialmente riconosciuto come attività sportiva autonoma dal Dipartimento per lo Sport, attraverso il decreto del Ministro per lo Sport e i Giovani.
Un riconoscimento atteso da anni
Per comprendere l’importanza di questo riconoscimento, è utile ricordare quanto accadde nel 2017. In quell’anno, a seguito di una delibera del Consiglio Nazionale del CONI, lo yoga fu escluso, insieme ad altre discipline, dall’elenco delle attività sportive riconosciute e dal Registro CONI.
Questa decisione creò difficoltà e incertezza per le ASD e le SSD che praticavano e insegnavano yoga, poiché comportò la perdita dei relativi benefici fiscali e delle agevolazioni previdenziali.
Il 4 gennaio 2018, il CONI pubblicò un comunicato ufficiale per chiarire che lo yoga non era regolamentato da alcuna federazione internazionale riconosciuta dal CIO. Per questo motivo, la disciplina poteva essere riconosciuta soltanto come attività propedeutica ad altre discipline sportive, come quelle di competenza della Federazione Ginnastica d’Italia e della Federazione Italiana Pesistica.
Il comunicato del CONI mise in evidenza un problema importante per tutti gli operatori del settore: lo yoga non era incluso nell’elenco delle discipline sportive ufficialmente riconosciute.
La decisione destò grande preoccupazione tra le associazioni e le società sportive che proponevano corsi e attività di yoga.
Per superare questi limiti, lo yoga veniva registrato come attività propedeutica alla ginnastica oppure come attività finalizzata alla salute e al fitness. In questo contesto, il CSEN, ente di promozione sportiva, aveva adottato la denominazione “ginnastica yoga”. Il termine “yoga”, infatti, non poteva essere utilizzato autonomamente, ma doveva essere ricondotto all’ambito della ginnastica.
Finalmente, dopo nove anni, il decreto ministeriale, firmato il 7 luglio 2026 e pubblicato il 16 settembre, rappresenta una svolta attesa da tempo nell’attuazione della riforma dello sport introdotta dal decreto legislativo n. 39 del 2021.
Il quadro normativo e costituzionale in cui è maturato il riconoscimento dello yoga come attività sportiva
Il riconoscimento dello yoga si inserisce nel quadro normativo delineato dalla Riforma dello sport del 2021, disciplinata in particolare dai decreti legislativi n. 36 e n. 39 del 2021.
Un altro passaggio importante è rappresentato dalla modifica dell’articolo 33 della Costituzione, avvenuta nel 2023. La Repubblica riconosce nell’ultimo comma dell’art. 33 della Costituzione, il valore educativo, sociale e di promozione del benessere psicofisico dell’attività sportiva «in tutte le sue forme».
L’ampiezza di questa formulazione ha aperto la strada alla tutela e alla promozione anche di discipline non tradizionali o non agonistiche, purché orientate allo sviluppo del benessere psicofisico, come lo yoga.
Sotto il profilo legislativo, il decreto ministeriale pubblicato il 16 Settembre, costituisce la prima applicazione, da parte del Dipartimento per lo Sport, della facoltà prevista dall’articolo 5 del decreto legislativo n. 39 del 2021. Tale disposizione (art.5 dlgs.39/21) consente alle istituzioni governative di ampliare la nozione di attività sportiva oltre i confini tradizionalmente definiti dal CONI, riconoscendo anche discipline prive di una federazione internazionale di riferimento.
Che cosa cambia concretamente con il nuovo decreto?
Vediamo cosa significa in concreto l’emanazione di questo decreto:
Inserimento nel Registro RASD. Il Dipartimento per lo Sport inserisce lo yoga direttamente nel Registro nazionale delle attività sportive dilettantistiche, assegnandogli codici identificativi specifici e autonomi.
Tutela delle ASD e delle SSD. Le associazioni e le società sportive dilettantistiche che promuovono lo yoga non devono più ricorrere a soluzioni indirette né inserire nei propri statuti altre discipline ginniche. Possono quindi costituirsi e operare indicando lo yoga come attività sportiva principale o esclusiva.
Agevolazioni fiscali e contrattuali. Il riconoscimento ufficiale offre maggiore certezza all’intero comparto per quanto riguarda l’accesso alle agevolazioni fiscali previste per il settore dilettantistico e l’applicazione della disciplina del lavoro sportivo ai contratti degli istruttori, quando ne ricorrano i presupposti normativi.
Lo Yoga e il Registro nazionale delle attività sportive dilettantistiche
L’iscrizione delle ASD e/o SSD al Registro nazionale delle attività sportive dilettantistiche, ai senti dell’art. 5 del dlgs. 39/2021, attesta la natura dilettantistica dell’ente e consente di accedere ai benefici previsti dall’ordinamento per gli organismi in possesso di tale qualifica.
Fino al 16 settembre, un’associazione sportiva dilettantistica che svolgeva esclusivamente corsi di yoga non poteva iscriversi al Registro nazionale delle attività sportive dilettantistiche (RASD), poiché lo yoga non era incluso tra le discipline sportive riconosciute.
Da tale esclusione alcune delle conseguenze che ne derivavano erano l’impossibilità di accedere alle agevolazioni previste per il lavoro sportivo e al regime fiscale riservato al settore dilettantistico.
L’attuale decreto consente alle associazioni che svolgono esclusivamente attività di yoga di iscriversi al RASD.
Lavoro sportivo e tutele per gli operatori dello yoga
Tra gli aspetti più rilevanti del decreto figurano l’inquadramento dei lavoratori, il perimetro contrattuale e le ricadute economiche per gli operatori del settore.
L’inserimento dello yoga tra le discipline sportive riconosciute consente alle ASD e alle SSD di inquadrare gli istruttori nell’ambito del lavoro sportivo disciplinato dal decreto legislativo n. 36 del 2021 e di applicare, ove ne ricorrano i presupposti, i contratti previsti per i lavoratori sportivi.
Tale riconoscimento contribuisce a garantire maggiori tutele previdenziali e l’accesso ai regimi fiscali agevolati applicabili al settore. I benefici, tuttavia, non sono automatici: la loro applicazione è subordinata al rispetto dei requisiti previsti dalla normativa da parte degli enti, dei collaboratori e del personale tecnico e amministrativo delle scuole di yoga.
Il ruolo del CSEN nel riconoscimento dello yoga
La svolta che ha portato al riconoscimento dello yoga come disciplina sportiva autonoma è nata dalle istanze ufficiali presentate dal CSEN.
Il Ministro per lo Sport e i Giovani ha accolto la richiesta del CSEN, ente che da anni rappresenta un movimento composto da numerosi praticanti e scuole di yoga presenti in tutta Italia. Con il decreto del 7 luglio 2026, l’Amministrazione ha recepito i regolamenti tecnici e la documentazione presentata dall’ente, sancendo formalmente il riconoscimento dello yoga come disciplina sportiva nazionale.
Grazie al lavoro svolto dal CSEN, le linee guida e i regolamenti depositati costituiscono ora un punto di riferimento per l’intero settore e vengono utilizzati nell’ambito del Registro nazionale delle attività sportive dilettantistiche.
L’istanza presentata dal CSEN è il risultato di un intenso lavoro di coordinamento. L’ente ha riunito, organizzato e rappresentato le società sportive impegnate nella promozione dello yoga come attività sportiva su tutto il territorio nazionale, provvedendo inoltre a depositare i relativi regolamenti tecnici.
Il contributo di Nunzio Lopizzo e della Comunità Yoga
Nunzio Lopizzo, attuale vicepresidente del CSEN Roma, ha svolto un ruolo centrale in questo percorso, in qualità di responsabile della Ginnastica Yoga CSEN e dell’area dedicata alle certificazioni delle discipline bionaturali.
La sua competenza, unita a un impegno costante, ha rappresentato uno dei principali motori del risultato raggiunto.
Ha coordinato la predisposizione e la gestione dell’istanza ministeriale, guidando per anni un articolato lavoro tecnico-amministrativo e raccogliendo il sostegno delle associazioni e delle società sportive attive su tutto il territorio nazionale.
Un ulteriore elemento decisivo è stato l’elaborazione dei regolamenti tecnici dello yoga sportivo. A partire dal 2019, Lopizzo ha ideato e strutturato all’interno del CSEN un circuito nazionale di manifestazioni e gare non agonistiche dedicate alla disciplina. Questo impianto regolamentare si è rivelato fondamentale, poiché la procedura di riconoscimento richiede l’individuazione di parametri tecnici e organizzativi in grado di qualificare un’attività come disciplina sportiva.
La spinta verso il riconoscimento istituzionale è stata inoltre sostenuta da un’intensa attività sul territorio. L’organizzazione di grandi eventi, come lo Yoga Day Roma, capaci di coinvolgere migliaia di partecipanti, e la realizzazione di percorsi formativi specifici per gli insegnanti hanno dimostrato concretamente la rilevanza, la struttura e la diffusione del movimento dello yoga in Italia.
In qualità di maestre formatrici di yoga del CSEN nazionale e di fondatrici della SSD YogaArte, Flaminia Tolomeo e la sottoscritta abbiamo collaborato per anni a stretto contatto con Nunzio Lopizzo. Nel coordinamento degli eventi nazionali, abbiamo affiancato Lopizzo nell’organizzazione di importanti manifestazioni sul territorio, tra cui le Yoghiadi e lo Yoga Day Roma. Queste iniziative hanno contribuito a rafforzare la visibilità istituzionale del CSEN e hanno offerto una concreta testimonianza dell’ampiezza e della vitalità della comunità italiana dei praticanti di yoga.
Il riconoscimento è stato il risultato di una sinergia di competenze e di un lavoro condiviso: da un lato, il coordinamento istituzionale e regolamentare di Nunzio Lopizzo; dall’altro, il contributo tecnico e organizzativo delle maestre, dei maestri e degli insegnanti di yoga che, nel corso degli anni, hanno sostenuto il CSEN e partecipato alla costruzione di questo importante percorso.
Uno sguardo al futuro
Il riconoscimento dello yoga come attività sportiva autonoma rappresenta un passaggio di grande rilevanza per l’intero settore. Dopo anni di incertezze e di soluzioni amministrative indirette, lo yoga può finalmente essere indicato e organizzato come attività sportiva a pieno titolo, nel rispetto dei requisiti previsti dalla normativa.
Il nuovo quadro normativo offre maggiore chiarezza alle associazioni e alle società sportive dilettantistiche, agevolando l’iscrizione al RASD e consentendo, ove sussistano le condizioni richieste, l’accesso alle tutele fiscali, previdenziali e contrattuali previste per il mondo sportivo.
Si tratta di un’opportunità importante, che dovrà essere accompagnata da un’attenta applicazione delle disposizioni e da una corretta organizzazione delle attività.
Gli eventi, i percorsi formativi e le iniziative realizzate nel corso degli anni hanno dimostrato la vitalità e la struttura di una comunità ormai ampiamente radicata sul territorio nazionale.
Il riconoscimento istituzionale non conclude questo cammino, ma ne inaugura una nuova fase. La sfida sarà ora consolidare standard formativi e organizzativi condivisi, garantire professionalità e trasparenza e valorizzare lo yoga nella sua capacità di promuovere educazione, inclusione e benessere psicofisico.
In questa prospettiva, il decreto del 2026 costituisce non soltanto un traguardo atteso, ma anche una responsabilità e un punto di partenza per il futuro dello Yoga in Italia.